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Ornica

Il Borgo di Ornica

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Il centro storico di Ornica costituisce buona parte del tessuto urbano del paese e conserva pressoché intatte le caratteristiche architettoniche tradizionali, fatte di vecchie case addossate l’una all’altra che si affacciano su viuzze contorte dalla pavimentazione rigorosamente in acciottolato.

Le antiche abitazioni si presentano ben curate, con severi portali in pietra, ballatoi e finestre in legno i cui davanzali sono allietati da vasi di fiori multicolori.

Le recenti innovazioni attivate dalla costituzione dell’albergo diffuso hanno indotto i proprietari delle strutture commerciali e ricettive ad esporre all’ingresso una serie di insegne variopinte realizzate con cura nel rispetto della tradizionale fisionomia dei luoghi.

Alcuni edifici mantengono i riflessi dell’importante passato dei loro proprietari: è il caso del palazzo dei Gualteroni la cui storia si identifica con quella del paese stesso. La casa presenta i segni di un rifacimento ottocentesco, con portale in pietra e finestre impreziosite da decorazioni floreali. Al centro della facciata si trova l’affresco di Sant’Ambrogio, patrono del paese, eseguito nel 1817.

Nella parte più antica del centro storico si trova il porticato chiamato Pòrtec di Sancc (Portico dei Santi), dove secondo un’antica tradizione si seppellivano i morti più poveri del paese. Le pareti del portico erano decorate da affreschi a soggetto sacro e l’area riservata alle sepolture era chiusa con cancelli per impedire l’accesso alle bestie.

 

La Piazza del Rastèl

La Piazza del Rastèl o del rastrello, antico strumento di lavoro contadino usato nei prati per raccogliere l’erba o il fieno, è uno slargo lungo la via storica di Ornica, tra antiche case, incroci e ripartenze di viottoli e scalette, un punto nodale della viabilità locale. Il nome, secondo la tradizione popolare, vorrebbe significare che in questo luogo, dove come i denti in un pettine o un rastrello le stradine laterali in verticale confluiscono sulla via principale, le persone si incontravano, si fermavano a chiacchierare, si riunivano, soprattutto gli uomini, alla Locanda Ruffoni, “dalla Letizia”, dal nome dell’antica proprietaria dell’osteria, della panetteria e della pasticceria, che ha diffuso in valle la sua buona tradizione.

Ecco il ritrovarsi insieme in piazza nel tempo libero, nell’andare e venire, nel divertirsi all’osteria, dava l’idea del fieno raccolto dal rastrello del contadino.

“Rastèl” è anche un termine che nel dialetto sta ad indicare luogo di raccolta di fieno o foraggio. E si dice che in questo luogo un tempo vi fosse un antico cascinale, una “tègia”, dove si raccoglieva il fieno per le mucche per l’inverno. Oggi sulla piazza si possono ammirare alcune antiche costruzioni con i bei segni di balconi e portali in serizzo lavorato e scalpellato ed un’antica casa con un bel portale chiodato e borchiato, significativi segni di un’architettura semplice, ma ricca di soluzioni tecniche, decorative ed ornamentali.