Biblioteca Civica Angelo Mai

Palazzo nuovo, oggi Biblioteca Mai, Bergamo 

Pietro Baschenis 

Scene allegoriche 

 

Il nome di Pietro risulta nel 1615 in una polizza di pagamento per decorazioni a fresco e a tempera di Palazzo Nuovo, ora Biblioteca Civica, nella sala al primo piano dove si riuniva il Minor Consiglio (Sala Tassiana).

Le scene, attorniate da eleganti stucchi opera dei decoratori intelvesi Porta, con i quali Pietro aveva stretto parentela sposando Clara Porta, sono decifrabili all’interno di interventi architettonici e decorativi ottocenteschi: negli angoli della volta a padiglione, grottesche ricche di girali ed elementi fitomorfi con uccellini con dei nastri nel becco; sul soffitto, sei figure allegoriche: la Benignità e la Provvidenza; la Tolleranza e l’Eloquenza; il Silenzio e la Sincerità, preciso rimando alle doti civiche dei 12 membri consiliari.

Fonte iconografica è la Iconologia di Cesare Ripa illustrata nel 1611, il cui messaggio è esplicitato nella scritta oro su fondo blu: LEX/PRIMA CONSILII/LIBERE LOQUENDI/ET/PATIENTER AVDIENDI.

Al terzo piano dove si trovava l’appartamento del Cancelliere, sono pure di Pietro gli stemmi dei cancellieri Gabriele Salvagni notaio e del successore Flaminio Amanio, con data e firma negli sguanci di una finestra: a sinistra “GABRIEL SA(LVANEV)S M C CANC. ELECT. /cui prim. AD HABIT CON../PICTVRA ET ..LEO/SIGNIFICAN..EN GRA../ORNAN..ET/ ..MD/PETRVS BASCHEN PINX”; a destra “D. FLAMINIO (AMAN)IO IPSIVS M.C./LLDE..AMORIS/..RVN..GO IDEM/SAL… 1615”.

L’apparato decorativo rimanda alla retta personalità del Salvagni: al centro della volta in un riquadro rettangolare una figura femminile (l’Onestà) presso una balaustra tra nuvole regge con la mano destra una corona d’alloro e con la sinistra il cartiglio con il motto: ABIIT LABOR MANET HONESTUM.

Alle pareti tre dipinti con cartigli moralistici mostrano un giovane seduto presso un ruscello con formiche che gli salgono sulla gamba (la condanna della pigrizia); una coppia che si diletta con la musica mentre dalla bisaccia sulla groppa di un asino fuoriesce una fiasca (la condanna dei vani piaceri della vita); un carro con una botte, trainato da buoi su una strada in pendenza con un uomo orante (l’invito alla preghiera che deve precedere l’azione).

Agli angoli altre grottesche su fondo bianco, costituite da una tabella con nastri pendenti, oggetti simbolici e scritte, raffigurano la sincerità, la preghiera o la fede, la giustizia, la sapienza o l’accortezza. 

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