Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore, Bergamo 

Pietro Baschenis 

Madonna con il Bambino 

 

Nella Sacrestia superiore della Basilica di Santa Maria Maggiore, Pietro affresca sulla volta la Madonna con il Bambino che gli viene pagata il 10 giugno 1616, come risulta dall’Archivio della Misericordia Maggiore conservato in Biblioteca Mai: opera giovanile, nella quale Madre e Figlio sono dipinti con toni e accostamenti equilibrati dentro una cornice rotonda in stucco con quattro testine di angeli, realizzata dagli stuccatori intelvesi Porta.

Il giovane frescante aveva stretto con loro un vincolo di parentela sposando Clara, figlia di Lorenzo, dalla quale ebbe sette figli, il primo battezzato proprio nel 1616. Grazie a tali legami Pietro poté verosimilmente godere di un accesso coordinato coi parenti a varie commissioni nei più importanti cantieri attivi in città, tra i quali quello della Basilica; dove però purtroppo l’ambiente recondito e appartato dove si trova questo affresco è di norma inaccessibile al pubblico.

L’impianto complessivo dell’opera rivela l’influenza dei modelli pittorici di artisti coevi, quali Lolmo, Cavagna o Zucco che, come Baschenis, risiedevano nell’operosa contrada di San Leonardo al Prato.

Altri dettagli sembrano ricordare invenzioni di Lotto e Previtali: modelli assimilati e semplificati in una sintesi dal linguaggio facile e comunicativo. Attorno alla cornice a rilievo in stucco, una larga fascia circolare a fresco è formata da due cerchi concentrici: il primo su fondo scuro è scandito dai dodici raggi bernardiniani; il secondo ricorda la mandorla medievale coi colori dell’iride.

Nel tondo dipinto campeggia la Madonna con il Bambino su un fondo di cielo blu: il Bimbo nudo sgambetta vivace seduto sopra un ginocchio della madre che, pacata e maestosa, è dipinta in modo da enfatizzare col largo panneggio la visione di scorcio che ha chi entri nella Sacrestia. 

Da ricordare che questa pittura è citata da Francesco Maria Tassi (nelle Vite pubblicate nel 1793) che conosceva il documento di pagamento e riporta l’esatta data 1616, ma dice ‘questa ancora più non si vede’, evidentemente non avendola individuata nell’ambiente secondario dov’è ubicata. 

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